Come Installare e Configurare FreeBSD

FreeBSD è un sistema operativo avanzato per architetture compatibili x86 (inclusi Pentium® e Athlon™), amd64 (inclusi Opteron™, Athlon 64, e EM64T), Alpha/AXP, IA-64, PC-98 e UltraSPARC®. È derivato da BSD, la versione di UNIX® sviluppata all’Università della California, Berkeley. È sviluppato e mantenuto da un grande gruppo di individui . Piattaforme aggiuntive sono in varie fasi di sviluppo .

FreeBSD offre funzionalità di networking avanzato, prestazioni, sicurezza e compatibilità che ad oggi mancano ancora in altri sistemi operativi, anche in alcuni di quelli commerciali.

1- Scarichiamo e installiamo FreeBSD
2- Installiamo X
3- Aggiorniamo la collezione dei Port
4- Aggiungiamo un utente
4.1- Installiamo Gnome
4.2- Installiamo KDE4

1- Scarichiamo e installiamo FreeBSD

FreeBSD è reperibile dal sito ufficiale.
Per la seguente guida ho utilizzato questa ISO
Una volta masterizzata sul supporto cd o dvd la inseriamo nel nostro pc (o anche server) e riavviamo. Al boot scegliamo di avviare FreeBSD con le impostazioni default.
L’installazine è molto lineare e facile da apprendere, ad ogni modo qui si trova la documentazione ufficiale che accompagna passo a passo l’installazione.

2- Installiamo X

Una volta installato il sitema avviamolo ed effettuamo il login come amministratore (root).
Se durande l’installazione non abbiamo attivato la rete possiamo farlo ora. Con il programma vi editiamo il file /etc/rc.conf ed andiamo ad aggiungere la riga:

ifconfig_fxp=”DHCP”
Dove fxp dovrà esser sostituito dal nome della vostra interfaccia di rete (per conoscerlo digitare ifconfig). Per salvare con vi basterà premere il tasto “esc” e digitare poi :w!dopo di che per attivare la rete basterà riavviare.
Per installare X ci sono due opzioni: compilarlo oppure installarlo dai pacchetti. Per compilarlo bisognerà dare il comando:

cd /usr/ports/x11/xorg
make install clean
Dopo una lunga compilazione verrà installato xorg (in macchina virtuale con 1024 Mb di RAM la compilazione è durata un’oretta e venti circa). Durante il processo il sistema chiederà i componenti da compilare.
Per installarlo dai pacchetti invece:

pkg_add -r xorg
che provvederà a scaricare i pacchetti precompilati.
Per una configurazione più dettagliata di X rimando alla guida ufficiale

3- Aggiorniamo la collezione dei Port

Esegui da root sysinstall (/stand/sysinstall nelle versioni di FreeBSD precedenti alla 5.2)
Scorri verso il basso e seleziona Configure, premi Invio.
Scorri verso il basso e seleziona Distributions, premi Invio.
Scorri verso il basso fino a ports, premi Spazio.
Scorri verso l’alto fino a Exit, premi Invio.
Seleziona il modo di installazione desiderato, come CDROM, FTP, e così via.
Scorri verso l’alto fino a Exit e premi Invio.
Premi X per uscire da sysinstall

4- Aggiungiamo un utente

Per aggiungere un utente basterà dare il comando adduser e seguire le istruzioni.

4.1- Installiamo Gnome

Per installare gnome ci sono due strade: installare i pacchetti oppure compilarlo da port.
Per installare gnome dai pacchetti basta dare il comando:

pkg_add -r gnome2 invece per compilarlo da sorgenti basterà dare:

cd /usr/ports/x11/gnome2
make install clean
Per abilitare Gnome come DE di default basterà aggiungere le seguenti righe al file /etc/rc.conf

gdm_enable=”YES”
e dare poi il seguente comando (loggato come utente normale):

echo “/usr/local/bin/gnome-session” > ~/.xinitrc
Al riavvio Gnome partirà automaticamente. Nel caso non partisse basterà dare il comando startx

4.2- Installiamo KDE4

Per installare kde4 ci sono due strade: installare i pacchetti oppure compilarlo da port.
Per installare gnome dai pacchetti basta dare il comando:

pkg_add -r kde4
invece per compilarlo da sorgenti basterà dare:

cd /usr/ports/x11/kde4
make install clean
Per abilitare kde4 come DE di default basterà dare il seguente comando (loggato come utente normale):

echo “exec startkde” > ~/.xinitrc
Al riavvio KDE4 partirà automaticamente. Nel caso non partisse basterà dare il comando startx

Come Installare XChat e Come si Utilizza

XChat è un programma per chattare sulla rete IRC. Ha un’interfaccia tabbed, supporta server multipli e fornisce un alto livello di configurabilità. È rilasciato sotto la licenza GPL ed utilizza il toolkit GTK+ per la propria interfaccia grafica.

Adesso vediamo come installare questo programma su ubuntu e analizziamo alcuni comandi. L’installazione può avvenire in due modi. Con i file deb oppure compilando l’archivio tar.

INSTALLAZIONE DA PACCHETTI DEB.

Andiamo su questo link e scendiamo nella sezione “Package files”. A seconda del nostro sistema scegliamo il pacchetto per la nostra architettura. Per chi non lo sa, può scaricare il pacchetto “xchat-common_2.8.8-0ubuntu1_all.deb” che è valida per l’architettura a 32bit e anche per quella a 64bit.

Scarichiamo il pacchetto ed installiamolo con “Ubuntu sotfware center”.

INSTALLAZIONE DA ARCHIVIO TAR.BZ2

Apriamo il terminale e scarichiamo il tar.bz2 con

wget xchat.org/files/source/2.8/xchat-2.8.8.tar.bz2
(versione che adrà aggiornata in futuro sicuramente, perciò per avere l’ultima in futuro dovremmo guardare con il nostro browser su xchat.org/files/source/2.8 se c’è una vesione nuova e scaricarla).

Copiamo il pacchetto tar.bz2 dentro /opt:

sudo cp -fr $HOME/xchat-2.8.8.tar-bz2 /opt
Spostiamoci dentro /opt e scompattiamo l’archivio:

cd /opt
sudo tar jxvf xchat*
Installiamo il plugin tcl:

sudo apt-get install tcl tcl8.4-dev
Adesso apostiamoci nella cartella appena scompattata:

cd xchat-2.8.8
Prepariamo la compilazione:

sudo ./configure
Prima di compilare, installiamo le varie dipendenze:

sudo apt-get build-dep xchat
Adesso compiliamo:

sudo make
sudo make install
“Se il terminale non ci fa compilare, sicuramente abbiamo la shell impostata come dash”. Per farla diventare bash diamo:

sudo dpkg-reconfigure dash
…rispondiamo si e poi compiliamo.

Una volta finita la compilazione il programma si troverà su Menù> Internet> Xchat

Ecco alcuni comandi che ci possono tornare utili:

/amsg
permette di inviare un messaggio a tutti i canali aperti.

/away [messaggio]
permette di uscire temporaneamente e di mandare un messaggio.

/ban
consente il ban di un utente lo può utilzzare l’amministratore del canale.

/clear
pulisce la finestra bisogna indicare il nome della finestra.

/clipboard
permette di copiare del testo selezionato negli appunti.

/dcc send [filename]
(DCC=Direct Connection to remote Client).
permette di inviare dei file all’utente specificato esempio.

/dcc send prova file

/dcc get [filename]
permette di ricevere file da un utente specificato.

/dcc close
Causa la chiusura della sessione di trasferimento.

/dcc list
Elenca i trasferimetni in atto.

/dcc chat
Permette la conversazione diretta tra due utenti senza che i messaggi passino su IRC

/exit
Chiude il collegamento ed esce da irc.

/disconnect
permette la disconnesione dal server.

/help
con questo comando è possibile ricevere aiuto sui comandi.

/list
permette di visualizzare tutti i canali aperti nel server.

/links
Mostra uin elenco dei server connessi alla rete.

/kick #nomecanale
permette a chi ha creato il canale di espellere un utente.

/kill
permette all’amministratore che ha creato il canale di espellere un utente ma anche di disconnetterlo dal provider.

/msg [testo]
Invia un messaggio privato ad un utente che non viene visualizzato da altri, evitando di aprire una finestra di conversazione privata.

/names canale
Fornisce una lista dei “soprannomi” utilizzati dagli utenti di ogni singolo canale.

/parte oppure /leave canale
Serve per abbandonare un canale, ma non il server

/play [-cp q# m# rl# t#] [channel/nick] [filename][delay]
E’ un comando molto potente che permette di inviare ad un utente delle righe di un file di testo
L’abuso di questo comando, ad esempio l’invio di file troppo lunghi (delay) comporta una disconnessione

/whowas
Mostra una serie diinformazioni relative ad un utente che si è da poco scollegato al canale.

/whois #canale
Permette di apprendere informazioni sui partecipanti come l’e-mail dei partecipanti al canale:

/who #canale
Visualizza l’indirizzo e-mail dei partecipanti collegati sul canale indicato.

/mode #canale|nickname [[+|-]modechars [parameters]]
Questo è forse il comando più potente di IRC che consente di modificare i parametri del canale e degli utenti collegati. I comandi vengono impartiti utilizzando una sintassi complessa che permette di assegnare o togliere i valori (attributi), utilizzando il + o il -.

/nick
permette di modificare o creare un nick

/join #canale
permette di entrare in un canale /join #ciao entra nel canale ciao se il canale non esiste ne crea uno automaticamente.

/server
permette di collegarsi ad un server specificato.

Come Aggiornare e Installare un Kernel Linux

Vediamo come compilare un kernel

1- Scarichiamo i sorgenti

2- Decomprimiamo

3- Configurare il kernel

4- Installazione

1- Scarichiamo i sorgenti
Rechiamoci sul sito Kernel.org.

A questo punto dobbiamo scegliere quale versione di kernel abbiamo bisogno. In questo sito troviamo solo le versioni vanilla (pure, senza patch). Personalmente scelgo sempre la “latest stable version” ovvero l’ultima versione stabile (che in questo momento è 2.6.36.2). Qui potete trovare una FAQ con tutte le domande più comuni.

Ovviamente la scelta di un kernel rispetto ad un altro cade dinnanzi alle caratteristiche (magari un kernel ha qualche modulo in più rispetto una versione precedente, o ha disponibili patch particolari per hardware particolari).

Una volta scaricato.

2- Decomprimiamo
…basta decomprimerlo nella cartella /usr/scr in modo da avere una cartella stile /usr/src/linux-2.6.36.2

3- Configurare il Kernel
Da terminale posizionarsi su /usr/src/linux-2.6.36.2 (ovviamente la versione del kernel da voi scelto) e dare il comando

make xconfig (se volete il config grafico su kde)

make gconfig (se volete il config grafico su gnome)

make menuconfig (se volete il config testuale su terminale)

E ora come configuro il kernel?

Eheh qui bisogna provare, sbagliare ed imparare Occhiolino Per prima cosa andiamo ad abilitare le nostre periferiche (che ovviamente sono indispensabili) poi in un secondo momento andiamo ad integrare moduli che ci potranno servire e togliere moduli inutilizzati (ad esempio se si ha un processore AMD è inutile andare a inserire moduli riguardanti INTEL)

Una buona lettura che mi ha messo sulla retta via è stata questa (tratta da “documentazione gentoo”)

Mentre questo è un estratto del nostro forum: http://linuxmx.altervista.org/new/forum/viewtopic.php?f=8&t=62&start=10#p203

4- Installazione
Una volta configurato è importante salvare il file .config nella cartella del kernel e da terminale dare il comando:

make
make modules
make modules_install
make install

Riassunto:
Un piccolo riassunto/script per velocizzare il processo di compilazione kernel potrebbe essere:

#scarico l’ultimo kernel in formato .tar.bz2

wget http://www.kernel.org/pub/linux/kernel/v2.6/linux-2.6.35.4.tar.bz2

#decomprimo in /usr/src/

tar -xvf linux-2.6.35.4.tar.bz2 -C /usr/src/

#mi posiziono nella cartella del kernel

cd /usr/src/linux-2.6.35.4

#configuro il kernel
make xconfig

#inizio la compilazione/installazione
make
make modules
make modules_install
make install

Varianti:
1- openSUSE

Su questa distro è possibile andare a creare direttamente un pacchetto rpm, eseguendo le fasi 1, 2 e 3 e poi (una volta posizionati nella cartella del kernel) dando il comando:

make rpm

per poi andarlo ad installare con

rpm -ivh cd /usr/src/packages/RPMS/x86_64/kernel-2.6.35.40.1desktop-1.x86_64.rpm

2- Ubuntu

Su questa distro è possibile andare a creare direttamente un pacchetto deb, eseguendo le fasi 1, 2 e 3 e poi (una volta posizionati nella cartella del kernel) dando il comando:

#se si ha un sistema multiprocessore vengono eseguite più compilazioni in parallelo

export CONCURRENCY_LEVEL=2

#Qualora i sorgenti fossero già stati compilati in passato e si desiderasse ripulirli

make-kpkg –rootcmd fakeroot clean

#il comando per creare il pacchetto .deb

make-kpkg –rootcmd fakeroot –initrd kernel_image kernel_headers modules_image

In seguito per installare tale pacchetto basterà dare sempre da terminale:

sudo dpkg -i linux-headers-[VERSIONE_DEL_KERNEL].deb

sudo dpkg -i kernel-image-[VERSIONE_DEL_KERNEL].deb

Come si Utilizza Apt

L’Advanced Packaging Tool, conosciuto con l’acronimo APT (l’abbreviazione di advanced packaging tool) è un gestore di pacchetti da riga di comando usato dalla distribuzione GNU/Linux Debian e le sue derivate. Esso è un tool c.d. di “alto livello” in quanto, rispetto al suo predecessore dpkg, gestisce automaticamente le dipendenze in fase di installazione, aggiornamento e rimozione del software.

Esso quindi gestisce i pacchetti con estensione .deb
APT è anche ampiamente configurabile configurabile, attraverso il file /etc/apt.conf

E’ inoltre possibile stabilire quali repositories si vogliano usare, agendo su file /etc/sources.list che contiene la lista dei repositories. Tale file, contenente le informazioni che servono ad APT per trovare i pacchetti, è modificabile con un qualunque editor di testo, permette di inserire o eliminare repositories a piacer dell’utente.

In particolare in esso c’è una lista degli indiìrizzi dei repositories, anteposti ai quali potrebbero esserci:

deb: indica un repository che contiene pacchetti binari. Sono quelli consigliati per la maggior parte degli utenti.

deb-src: indica unrepository che contiene il codice sorgente dei pacchetti. Molto utili per gli sviluppatori.

Un esempio di stringa contenuta nel file sources.list potrebbe esssere la seguente (in riferimento a Debian):

deb ftp://ftp.it.debian.org/debian/ testing main contrib non-free

Ove :

Tipo di sorgente: deb per i pacchetti precompilati, deb-src per i pacchetti sorgente
URI (uniform resource identifier): Indirizzi ftp o http, cdrom (cdrom://) o directory (file://)
Tipologia della distribuzione: stable, testing, unstable oppure potato, woody, sid, etc.
Lista di archivi: main per l’archivio principale, contrib per pacchetti molto usati ma che hanno licenze non di tipo GPL o non del tutto chiare, non-free per pacchetti con licenze non compatibili con licenze che prevedano la libera distribuzione di quel software.

La directory /var/cache/apt/archives/ contiene invece la cache dei pacchetti.

APT in realtà è cosituito da una suite di programmi, che possono o meno essere cumulativamente preinstallati su una distibuzione GNU/Linux che adotti APT come gestore di pacchetti.

Alcuni di essi sono:

apt-get: per oprare installazione, aggiornamento e rimozione del software
apt-cache: per compiere operazione sulla cache dei pacchetti
apt-key: per gestire le chiavi di autenticazione, necessarie per accedere ai repositories che ne richiedano l’utilizzo
apt-file: che consente di cercare un file specifico all’interno di uno o più pacchetti
apt-spy: serve ad analizzare, selezionare e rimuuovere i mirrors con la maggiore ampiezza di banda
apt-build: serve per compilare i programmi da sorgenti, generare un pacchetto .deb ed installaro.

La differenza di apt-build con apt-get è che il programma verrà compilato scaricando i sorgenti.

Ora passiamo ad illusrtrare alcuni esempi di utilizzo più comuni e/o ricorrenti di APT:

Per installare un pacchetto:

# apt-get install nomepacchetto

utilizzando, anteponendo ad install, l’ozione –reinstall si potrà reinstallare un pacchett già installato. Invece adoperando l’opzione -s verrà simulata l’installazione.

Rimuovere un pacchetto:

# apt-get remove pacchetto

con l’aggiunta dell’opzione “–purge” si ha una cancellazione che comprende tutti i files di configurazione relativi a quel pacchetto (programma)

Per aggiornare la cache dei pacchetti

# apt-get update

Per aggiornare un pacchetto

# apt-get upgrade nomepacchetto

se viene invocata la sola opzione update, saranno aggiornati tutti i pacchetti installati

Aggiornare l’intero sistema:

# apt-get dist-upgrade

Cercare un pacchetto:

# apt-cache search nomepacchetto

Reperire informazioni sul pacchetto:

# apt-cache show nomepacchetto

Ripulire la cache (cancella tutti i file .deb presenti nella directory /var/cache/apt/archives/) di tutti i pacchetti scaricati:

# apt-get clean

Ripulire la cache (cancella tutti i file .deb presenti nella directory /var/cache/apt/archives/)dei pacchetti obsoleti (di cui non esistano delle nuove versioni)

# apt-get autoclean

Scarica i sorgenti di un pacchetto senza installare il medesimo:

# apt-get source nomepacchetto

Per controllare se uno o più pacchetti hanno dipendenze non soddisfatte:

# apt-get check nomepacchetto

se viene utilizzato da solo, check controllerà che le dipendenze di tutti i pacchetti installati nel sistema siano soddisfatte.

Risulta essere inoltre disponibile anche un’interfaccia semi-grafica per apt, denominata aptitude, che consente un più agevole ed intuitivo utilizzo del programma.

Unità Cd non Rilevata – Come Risolvere il Problema

Risoluzione del problema dovuto a masterizzatore o lettore del computer improvvisamente non rilevati da un funzionamento precedente normale.

Prima soluzione.
Provare a disinstallare il masterizzatore in modo che al successivo riavvio di windows, riconoscendo un nuovo hardware, provi a reinstallarlo in automatico.
Per avviare questa procedura devi andare in Pannello di Controllo – Sistema – Gestione dispositivi, individuare la voce Unità Dvd CD-Rom e disinstallare l’unità che compare nell’elenco. Salva e riavvia il pc.
Windows ti chiederà di eseguire la procedura di installazione. A questo punto, reinstalla i driver richiesti e dovresti risolvere il problema.

Seconda soluzione.
Se l’errore continua a verificarsi puoi procedere modificando alcuni valori nel registro di sistema:
-Premi Start e nel campo esegui o cerca digita regedit. Effettua una copia di backup del registro prima di spostarti nel menu ad albero presente sulla sinistra fino a raggiungere la cartella specificata nella stringa: HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Control\Class\{4D36E965-E325-11CE-BFC1-08002BE10318}.
A questo punto cerca nel riquadro di destra la voce Upperfilters, selezionala con il tastro destro del mouse e clicca Elimina dal menu contestuale che appare. Adesso cerca la voce LowerFilters e ripeti la procedura. Se la voce Upperfilters non dovesse essere presente sul tuo registro di sistema, procedi solo con l’eliminazione della seconda voce.

A questo punto esci dal registro di sistema e riavvia Windows, per tornare ad utilizzare il masterizzatore in tutte le sue funzioni.