Come Entrare nel Deep Web

Ne sentiamo parlare molto spesso: in rete, sui media nazionali, sia cartacei che televisivi. Perfino le Iene gli hanno dedicato un servizio. Stiamo parlando del Deep Web. Di cosa effettivamente si tratta, però? Nelle prossime righe, vi spiegheremo che cos’è e come entrare nel Deep Web.

Anche conosciuto come Web Invisibile o Web Sommerso o Dark Web, il Deep Web è una parte di internet non segnalata nei vari motori di ricerca che usiamo quotidianamente come Google. Questa parte sommersa del Word Wide Web è decisamente molto più grande della porzione di rete che siamo abituati ad utilizzare con i normali strumenti quotidiani, i cui contenuti sono stimati come il 4% del totale presente in internet. Proprio per via della sua inaccessibilità, il Deep Web ospita siti nascosti che fungono da base per molteplici attività, da quelle pienamente discutibili e illegali ad altre lecite e legittime. Ogni medaglia ha sempre due facce.

Scopriamo, a questo punto, come entrare nel Deep Web. Per farlo, occorre utilizzare TOR, la rete di anonimizzazione più famosa al mondo, anche se potrebbero essere usati altri programmi specifici per questo scopo: I2P e Freenet.

Su come utilizzare TOR, nella fattispecie Tor Browser Bundle, ne abbiamo già parlato in una guida precedente: Come navigare anonimi con TOR. Scarichiamo, quindi, il software necessario e connettiamoci alle rete TOR, aprendo la versione modificata di Mozilla Firefox che compone Tor Browser Bundle. Potremo subito iniziare a girare per il Deep Web, inserendo un indirizzo nella barra degli indirizzi. Trattandosi di siti nascosti, come abbiamo detto in precedenza, dovremo avere dei punti di partenza per navigare. Di seguito proponiamo un breve elenco di siti da cui trarre utili indicazioni per addentrarsi nel Web sommerso:

– Ahmia.fi è un motore di ricerca creato nel 2001 per indicizzare più siti possibili, presenti nel Deep Web.

– Hidden Wiki è un sito web dove gli utenti postano link ai siti nascosti di qualsiasi tipo. Diviso per lingua e genere.

– Onion URL Repository è un sito simile a Hidden Wiki

Dopo aver visitato i siti di vostro interesse, potrete terminare la sessione di navigazione semplicemente chiudendo la finestra del browser. Nessuna attività verrà registrata da Firefox.

Non è poi così difficile accedere al Deep Web, giusto? Vi suggeriamo anche la nostra guida sui motori di ricerca per il Deep Web, così da navigare facilmente alla ricerca dei siti nascosti.

Recensione Proiettore Cheerlux C6

Nella categoria dei videoproiettori portatili economici spicca il prodotto della casa cinese Cheerlux, specializzata nei videoproiettori. Cheerlux C6 è ideale per l’home cinema o per serate con gli amici. Inoltre, il peso e le dimensioni ridotte permettono un facile trasporto pressoché ovunque.

Compatibile con tablet e smartphone e dotato di telecomando, Il Cheerlux c6 è un videoproiettore dall’uso piuttosto flessibile.

Qualità video
Il Cheerlux C6 è un proiettore con tecnologia LCD, più efficace a livello di luminosità di colori rispetto ai videoproiettori DLP (per un approfondimento leggi anche Luminosità dei colori). Questo prodotto mantiene una buona qualità del video nella breve distanza, ossia 1-4 metri. Ha una risoluzione nativa di 800×600 pixel, comunque ottima per un prodotto di queste dimensioni e prezzo.
La luminosità fornita dalla lampada, di ben 1200 lumen, è decisamente molto alta per un mini-videoproiettore come questo. Basta pensare che un suo competitor quale è il Philips Picopix 2055 raggiunge solo quota 55 lumen. Niente in confronto. Questo si traduce nella possibilità di uso anche in ambienti parzialmente illuminati. Considerate comuqnue che però, ovviamente, la riproduzione video/immagine è ottimizzata per ambienti totalmente bui.

Audio
Il Cheerlux C6 è dotato anche di sistema audio autonomo, ottimo per la riproduzione audio a livelli contenuti. Non è quindi indispensabile l’utilizzo di un impianto audio esterno aggiuntivo.

Design
Per quanto riguarda il design, bisogna evidenziarne la semplicità e l’efficacia. Questi fattori, uniti alle dimensioni ridotte e alla facilità di utilizzo, rendono questo mini-videoproiettore un eccellente accessorio per numerose occasioni. Sarà perfetto sia per la normale visione della televisione, sia per l’home cinema con i vostri amici.

Considerazioni finali
A differenza dei suoi fratelli più grandi come l’Epson EH-TW5300 o l’Excelvan 3000, il Cheerlux C6, disponibile su Amazon, è da considerarsi quasi un semplice accessorio: proietta abbastanza bene immagine e video, ma con evidenti limiti dettati da varie caratteristiche. Tra esse, prima di tutto la bassa risoluzione nativa. Tuttavia, nella categoria mini proiettori, sia a livello di prezzo che di prestazioni, non troverete sicuramente di meglio.

Come Cancellare File in Modo Definitivo su Linux

Quando si rimuove un file o una cartella dal proprio Hard Disk , non avviene una effttiva cancellazione del dato ma vengono solo cambiate le coordinate di tale elemento nel file system , ma il dato rimane lì fino a quando esso non viene sovrascritto da qualche altro dato (ma potrebbe restare lì anche per molto tempo) ecco perchè è possibile recuperare i dati di un Hd dannggiato da un guasto o da una cancellazione involontaria di un dato, recupero che avviene con appositi tools.

Secure Remove assicura l’effettiva cancellazione di un dato previa sovrascrittura del dato stesso con contenuti nulli o casuali negli inode per un certo numero di volte utilizzando l’ algoritmo di Gutmann.

Installare Secure-Remove su Ubuntu :

$ sudo apt-get install secure-remove
Installare Secure-Remove su Fedora :

# yum install srm
Installare Secure-Remove su Gentoo/Sabayon :

# emerge secure-remove

Secure Remove effettua la cancellazione dei dati utilizzando 35 sovrascritture :

1 passaggio con 0xff 5 passaggi casuali ( /dev/urandom)
27 passaggi utilizzando l’algoritmo di Peter Gutmann.
5 ulteriori passaggi casuali (/dev/urandom)
Rinomina il file con un nome casuale
Tronca il nome del file
Il comando da eseguire è srm (secureremove) ; di seguito le sue opzioni :

-d ignora i files con i punti . e .. nella riga di comando. (Esempio , potete eseguire “srm -d .* *”)
-f fast (metodo insicuro): non utilizza /dev/urandom ed il metodo di sicurezza (?). -l Meno sicurezza . vengono utilizzati solo due passi : il primo con 0xff ed il vlore casuale.
-l Se eseguito una seconda volta utilizza solo un passo casuale.
-r Modo ricorsivo . Rimuove le sottocartelle
-v verbose mode . umenta la verbosità.
-z Utilizza valori a “zero” invece che “casuali”.
Esempio di rimozione file. In questo esempio il comando srm verrà utilizzato con il comando time che indicherà quanto tempo impiega il comando a rimuovere il file.

# time srm -v glFTPdAdministrator-win32-0.4.1B-r104.zip
Using /dev/urandom for random input. Wipe mode is secure (38 special passes) Wiping glFTPdAdministrator-win32-0.4.1B-r104.zip **************************************
Removed file glFTPdAdministrator-win32-0.4.1B-r104.zip … Done
real 7m9.548s
user 0m0.091s
sys 0m8.541s
Esempio di rimozione directory:

# time srm -rv glFTPdAdministrator-win32-0.4.1B-r104
Using /dev/urandom for random input.
Wipe mode is secure (38 special passes)
Wiping glFTPdAdministrator-win32-0.4.1B-r104 DIRECTORY (going recursive now)
Wiping QtGui4.dll ************************************** Removed file QtGui4.dll … Done
Wiping QtNetwork4.dll ************************************** Removed file QtNetwork4.dll …Done
Wiping glFTPdAdministrator.exe ************************************** Removed file glFTPdAdministrator.exe … Done
Wiping msvcm90.dll ************************************** Removed file msvcm90.dll … Done
Wiping Microsoft.VC90.CRT.manifest ************************************** Removed file Microsoft.VC90.CRT.manifest … Done
Removed directory glFTPdAdministrator-win32-0.4.1B-r104 … Done
0,18s user
15,81s system 2% cpu
11:37,13 total
Per rimuovere in modo sicuro il file indicato dal peso di pochi megabytes il sistema ci ha impiegato poco più di sette minuti.

Secure Remove offre inoltre anche i comandi sfill , sswap, smem per la rimozione sicura dei file contenuti nella ram e swap. Ulteriori informazioni su sfill , sswap ed smem, consultare il relativo help del comando.

Nota : Se si desidera eliminare completamente il contenuto di un dispositivo di memorizzazione di massa (Hard-Disk, Penne USB etc..) è consigliato utilizzare il comando dd in quanto il tempo impiegato da Secure Remove a compiere le 35 fasi di sovrascrittura su un dispositivo sarebbe tropo elevato.

Esempio :

# dd if=/dev/zero of=/dev/sdb bs=512

Come Installare e Configurare FreeBSD

FreeBSD è un sistema operativo avanzato per architetture compatibili x86 (inclusi Pentium® e Athlon™), amd64 (inclusi Opteron™, Athlon 64, e EM64T), Alpha/AXP, IA-64, PC-98 e UltraSPARC®. È derivato da BSD, la versione di UNIX® sviluppata all’Università della California, Berkeley. È sviluppato e mantenuto da un grande gruppo di individui . Piattaforme aggiuntive sono in varie fasi di sviluppo .

FreeBSD offre funzionalità di networking avanzato, prestazioni, sicurezza e compatibilità che ad oggi mancano ancora in altri sistemi operativi, anche in alcuni di quelli commerciali.

1- Scarichiamo e installiamo FreeBSD
2- Installiamo X
3- Aggiorniamo la collezione dei Port
4- Aggiungiamo un utente
4.1- Installiamo Gnome
4.2- Installiamo KDE4

1- Scarichiamo e installiamo FreeBSD

FreeBSD è reperibile dal sito ufficiale.
Per la seguente guida ho utilizzato questa ISO
Una volta masterizzata sul supporto cd o dvd la inseriamo nel nostro pc (o anche server) e riavviamo. Al boot scegliamo di avviare FreeBSD con le impostazioni default.
L’installazine è molto lineare e facile da apprendere, ad ogni modo qui si trova la documentazione ufficiale che accompagna passo a passo l’installazione.

2- Installiamo X

Una volta installato il sitema avviamolo ed effettuamo il login come amministratore (root).
Se durande l’installazione non abbiamo attivato la rete possiamo farlo ora. Con il programma vi editiamo il file /etc/rc.conf ed andiamo ad aggiungere la riga:

ifconfig_fxp=”DHCP”
Dove fxp dovrà esser sostituito dal nome della vostra interfaccia di rete (per conoscerlo digitare ifconfig). Per salvare con vi basterà premere il tasto “esc” e digitare poi :w!dopo di che per attivare la rete basterà riavviare.
Per installare X ci sono due opzioni: compilarlo oppure installarlo dai pacchetti. Per compilarlo bisognerà dare il comando:

cd /usr/ports/x11/xorg
make install clean
Dopo una lunga compilazione verrà installato xorg (in macchina virtuale con 1024 Mb di RAM la compilazione è durata un’oretta e venti circa). Durante il processo il sistema chiederà i componenti da compilare.
Per installarlo dai pacchetti invece:

pkg_add -r xorg
che provvederà a scaricare i pacchetti precompilati.
Per una configurazione più dettagliata di X rimando alla guida ufficiale

3- Aggiorniamo la collezione dei Port

Esegui da root sysinstall (/stand/sysinstall nelle versioni di FreeBSD precedenti alla 5.2)
Scorri verso il basso e seleziona Configure, premi Invio.
Scorri verso il basso e seleziona Distributions, premi Invio.
Scorri verso il basso fino a ports, premi Spazio.
Scorri verso l’alto fino a Exit, premi Invio.
Seleziona il modo di installazione desiderato, come CDROM, FTP, e così via.
Scorri verso l’alto fino a Exit e premi Invio.
Premi X per uscire da sysinstall

4- Aggiungiamo un utente

Per aggiungere un utente basterà dare il comando adduser e seguire le istruzioni.

4.1- Installiamo Gnome

Per installare gnome ci sono due strade: installare i pacchetti oppure compilarlo da port.
Per installare gnome dai pacchetti basta dare il comando:

pkg_add -r gnome2 invece per compilarlo da sorgenti basterà dare:

cd /usr/ports/x11/gnome2
make install clean
Per abilitare Gnome come DE di default basterà aggiungere le seguenti righe al file /etc/rc.conf

gdm_enable=”YES”
e dare poi il seguente comando (loggato come utente normale):

echo “/usr/local/bin/gnome-session” > ~/.xinitrc
Al riavvio Gnome partirà automaticamente. Nel caso non partisse basterà dare il comando startx

4.2- Installiamo KDE4

Per installare kde4 ci sono due strade: installare i pacchetti oppure compilarlo da port.
Per installare gnome dai pacchetti basta dare il comando:

pkg_add -r kde4
invece per compilarlo da sorgenti basterà dare:

cd /usr/ports/x11/kde4
make install clean
Per abilitare kde4 come DE di default basterà dare il seguente comando (loggato come utente normale):

echo “exec startkde” > ~/.xinitrc
Al riavvio KDE4 partirà automaticamente. Nel caso non partisse basterà dare il comando startx

Come Installare XChat e Come si Utilizza

XChat è un programma per chattare sulla rete IRC. Ha un’interfaccia tabbed, supporta server multipli e fornisce un alto livello di configurabilità. È rilasciato sotto la licenza GPL ed utilizza il toolkit GTK+ per la propria interfaccia grafica.

Adesso vediamo come installare questo programma su ubuntu e analizziamo alcuni comandi. L’installazione può avvenire in due modi. Con i file deb oppure compilando l’archivio tar.

INSTALLAZIONE DA PACCHETTI DEB.

Andiamo su questo link e scendiamo nella sezione “Package files”. A seconda del nostro sistema scegliamo il pacchetto per la nostra architettura. Per chi non lo sa, può scaricare il pacchetto “xchat-common_2.8.8-0ubuntu1_all.deb” che è valida per l’architettura a 32bit e anche per quella a 64bit.

Scarichiamo il pacchetto ed installiamolo con “Ubuntu sotfware center”.

INSTALLAZIONE DA ARCHIVIO TAR.BZ2

Apriamo il terminale e scarichiamo il tar.bz2 con

wget xchat.org/files/source/2.8/xchat-2.8.8.tar.bz2
(versione che adrà aggiornata in futuro sicuramente, perciò per avere l’ultima in futuro dovremmo guardare con il nostro browser su xchat.org/files/source/2.8 se c’è una vesione nuova e scaricarla).

Copiamo il pacchetto tar.bz2 dentro /opt:

sudo cp -fr $HOME/xchat-2.8.8.tar-bz2 /opt
Spostiamoci dentro /opt e scompattiamo l’archivio:

cd /opt
sudo tar jxvf xchat*
Installiamo il plugin tcl:

sudo apt-get install tcl tcl8.4-dev
Adesso apostiamoci nella cartella appena scompattata:

cd xchat-2.8.8
Prepariamo la compilazione:

sudo ./configure
Prima di compilare, installiamo le varie dipendenze:

sudo apt-get build-dep xchat
Adesso compiliamo:

sudo make
sudo make install
“Se il terminale non ci fa compilare, sicuramente abbiamo la shell impostata come dash”. Per farla diventare bash diamo:

sudo dpkg-reconfigure dash
…rispondiamo si e poi compiliamo.

Una volta finita la compilazione il programma si troverà su Menù> Internet> Xchat

Ecco alcuni comandi che ci possono tornare utili:

/amsg
permette di inviare un messaggio a tutti i canali aperti.

/away [messaggio]
permette di uscire temporaneamente e di mandare un messaggio.

/ban
consente il ban di un utente lo può utilzzare l’amministratore del canale.

/clear
pulisce la finestra bisogna indicare il nome della finestra.

/clipboard
permette di copiare del testo selezionato negli appunti.

/dcc send [filename]
(DCC=Direct Connection to remote Client).
permette di inviare dei file all’utente specificato esempio.

/dcc send prova file

/dcc get [filename]
permette di ricevere file da un utente specificato.

/dcc close
Causa la chiusura della sessione di trasferimento.

/dcc list
Elenca i trasferimetni in atto.

/dcc chat
Permette la conversazione diretta tra due utenti senza che i messaggi passino su IRC

/exit
Chiude il collegamento ed esce da irc.

/disconnect
permette la disconnesione dal server.

/help
con questo comando è possibile ricevere aiuto sui comandi.

/list
permette di visualizzare tutti i canali aperti nel server.

/links
Mostra uin elenco dei server connessi alla rete.

/kick #nomecanale
permette a chi ha creato il canale di espellere un utente.

/kill
permette all’amministratore che ha creato il canale di espellere un utente ma anche di disconnetterlo dal provider.

/msg [testo]
Invia un messaggio privato ad un utente che non viene visualizzato da altri, evitando di aprire una finestra di conversazione privata.

/names canale
Fornisce una lista dei “soprannomi” utilizzati dagli utenti di ogni singolo canale.

/parte oppure /leave canale
Serve per abbandonare un canale, ma non il server

/play [-cp q# m# rl# t#] [channel/nick] [filename][delay]
E’ un comando molto potente che permette di inviare ad un utente delle righe di un file di testo
L’abuso di questo comando, ad esempio l’invio di file troppo lunghi (delay) comporta una disconnessione

/whowas
Mostra una serie diinformazioni relative ad un utente che si è da poco scollegato al canale.

/whois #canale
Permette di apprendere informazioni sui partecipanti come l’e-mail dei partecipanti al canale:

/who #canale
Visualizza l’indirizzo e-mail dei partecipanti collegati sul canale indicato.

/mode #canale|nickname [[+|-]modechars [parameters]]
Questo è forse il comando più potente di IRC che consente di modificare i parametri del canale e degli utenti collegati. I comandi vengono impartiti utilizzando una sintassi complessa che permette di assegnare o togliere i valori (attributi), utilizzando il + o il -.

/nick
permette di modificare o creare un nick

/join #canale
permette di entrare in un canale /join #ciao entra nel canale ciao se il canale non esiste ne crea uno automaticamente.

/server
permette di collegarsi ad un server specificato.